Tunisia, Algeria, Egitto, Grecia, Albania: l’Internazionale Comunista del secolo scorso si è oggi trasformata nella Internazionale Rivoluzionaria Globale.

30 01 2011
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Pur avendo reiteratamente sottolineato che la posizione geopolitica della Federazione russa è quella di una “potenza eurasiatica”, Putin, pur prendendo in considerazione le “prospettive orientali della Russia”, non sostiene né l’esodo verso Oriente, né l’alleanza tra ortodossia e Islam.
 
Putin fonda la sua politica estera “senza illusioni” su una sorta di pragmatismo patriottico e sovranista. Per Solženicyn il pragmatismo di Putin è lungimirante perché ha salvato il retaggio nazionale e la statualità russa dalla catastrofe generata dalla capitolazione di Gorbačëv di fronte all’Occidente, impedendo che la Russia fosse incorporata nel mirabolante mondo globalizzato progressista e di sinistra.
 
Il pragmatismo sovranista  di Putin è capace di frenare l’avanzata di quelle “rivoluzioni colorate” (in primo luogo la “ rivoluzione arancione” in Ucraina) nello spazio ex-sovietico sostenute dagli Stati Uniti per impedire che si ricostituisca uno spazio imperiale russo.

Sullo sfondo del dibattito politico e geopolitico sulle “rivoluzioni colorate” è emersa la figura di Malaparte. Tecnica del colpo di Stato, infatti, è diventato il manuale dei “neo-bolscevichi liberali” e Malaparte è considerato il “Machiavelli della rivoluzione arancione”.
Confermando lo “strano e avventuroso” destino del libro vaticinato dallo stesso Malaparte, i catilinari “neo-bolscevichi liberali” traggono da Tecnica del colpo di Stato l’idea di una “rivoluzione democratica permanente ed esportabile” in grado di far montare l’”alta marea della sedizione” e di rovesciare Putin.
 

La rivoluzione conservatrice in Russia si configura come una percezione del presente in termini di “rovesciamento” tradizionalista per contrastare la rivoluzione permanente codificata da Malaparte e fomentata da quella che il ministro degli esteri russo Lavrov ha definito l’“internazionale rivoluzionaria globale”.
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Il comunista Lula protegge l’assassino Battisti. Piogge torrenziali in Brasile, 500 morti.

15 01 2011

Il comunista Lula protegge l’assassino Battisti e non lo resistuisce alla giustizia italiana.

Piogge senza precedenti in Brasile, 500 morti.

Strane coincidenze…

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Un governo diverso da quello votato dagli italiani, senza un nuovo voto, sarebbe un golpe e legittimerebbe la reazione del popolo.

11 12 2010

Un governo diverso da quello votato dagli italiani, o formato da partiti che quelle elezioni hanno perso, senza un nuovo voto, sarebbe senza ombra di dubbio un golpe e legittimerebbe ovviamente la reazione del popolo defraudato della sovranità popolare, quella sovranità popolare cui la Costituzione assegna la supremazia e che i golpisti vorrebbero calpestare.

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Art.1 “La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”

RESISTERE!

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Sabato 4 dicembre tutti alla manifestazione per chiedere le dimissioni di Fini.

3 12 2010

 

TI ASPETTIAMO DAVANTI ALLA CAMERA DEI DEPUTATI

 

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Aggressione fascista a Borghezio.

3 11 2010

 

Questa mattina all’ingresso della Palazzina Einaudi a Torino aggressione fascista ai danni della Lega.

 

Davanti alla Palazzina Einaudi in corso Regina, i giovani padani stavano facendo un volantinaggio per difendere i tagli all’EDISU di Cota, che garantiscono le borse di studio agli studenti piemontesi, discriminati rispetto agli studenti meridionali.

Una fascista non ha evidentemente gradito la presenza dei giovani leghisti e li ha aggrediti: ha prima ribaltato il loro banchetto e poi ha gettato la bandiera della Lega a terra calpestandola. 

 

La fascista è stata prontamente bloccata dal parlamentare Mario Borghezio e consegnata alla Polizia.

 

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Chi si nasconde dietro i pastori che stanno creando disordini in Sardegna?

20 10 2010

“La sinistra sarda per far dimenticare in fretta la disastrosa pagina agricola scritta da Soru prova a rialzare la testa schierando Felice Floris, del Movimento Pastori Sardi, come novello ideologo.

Ma non è amore a prima vista.

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Infatti, con Soru al potere, di Felice il demagogo non si sentiva parlare.

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Oggi, invece, scopre la crisi agricola, mentre a quei tempi, evidentemente, quella politica agricola piaceva a lui ed a pochi compagni.

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Vorrei che domani, alla manifestazione di Olbia, alcuni pastori ponessero a lui quattro semplici domande:

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dove si nascondeva Felice, il demagogo di sinistra, quando Soru prometteva, senza darli, 14 centesimi a litro ai pastori e il latte costava 51 centesimi?

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dov’era quando quella Giunta di incapaci restituiva colpevolmente a Bruxelles 60 milioni da destinare ai pastori?

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dov’era quando Soru prometteva i rimborsi sulla siccità senza mettere i soldi?

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dov’era quando Soru prometteva l’acqua agli agricoltori a 200 euro ad ettaro e invece tradiva l’agricoltura sarda con la peggiore riforma sull’acqua di tutta Europa?

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L’amore impuro tra Felice il demagogo e la sinistra sarda non è più solo un gossip.

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Ad ogni sua manifestazione, sindaci, assessori, consiglieri regionali, interi consigli provinciali e persino presidenti di partito, tutti di sinistra, si sono immolati alla causa della ‘piattaforma’ ridotta a volantino senza neanche conoscerne il contenuto.”

 

Andrea Prato, assessore all'agricoltura della Regione Sardegna
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Attenzione questa è una campagna stampa contro Emma Marcegaglia. Sallusti indagato dal regime.

7 10 2010

Emma Marcegaglia è espressione di Merloni, noto industriale di sinistra.

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Emma Marcegaglia, la classica compagna povera e miliardaria, piange povertà per remare contro il Governo e per cercare di ottenere agevolazioni (incentivi, rottamazioni etc) dal Governo stesso,  a favore dei suoi protetti, i ”poveri industriali”.

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Questa signori, lo dichiariamo apertamente, è una campagna stampa contro la Marcegaglia, un personaggio che non ci piace affatto.

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Ed è l’accusa che il PM Henry John Woodcock muove al direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, quella di  voler scrivere (nel futuro!) articoli contro la Marcegaglia.

 

Come affermava Sallusti pochi giorni fa, il suo telefono era effettivamente intercettato.

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E solo i regimi intercettano i giornalisti, li intimidano e ne limitano la libertà.

Fnsi protesta “Suscita grave inquietudine quanto sta accadendo in queste ore al Giornale, sottoposto per ordine della procura di Napoli a verifiche e sequestri di documenti e materiali di lavoro del direttore e di altri giornalisti. Pur nel rispetto del lavoro dei magistrati e in attesa di un rapido chiarimento su tutta la vicenda, non vorremmo – ha spiegato Siddi – che gli interventi in atto assumessero i caratteri del controllo preventivo sulla stampa.” Lo dice il segretario nazionale della Federazione nazionale della Stampa, Franco Siddi.

L’intimidazione al Giornale. Quando Repubblica ha basato sei mesi di tormentone mediatico sulle registrazioni (illegali) di una prostituta, dove era Woodcock? Quando Repubblica ha pubblicato per sei mesi dossier sul Presidente del Consiglio, dove era lui?

http://www.daw-blog.com/2010/10/07/intimidazione-al-giornale/

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